Dr.ssa Federica Ripamonti

Dr.ssa Federica Ripamonti

Via S. Gregorio, 6 - 20124 MILANO (Milano)

Cel: 3478794799

Via A.Solari, 11 - 20144 MILANO (Milano)

Tel: 3478794799 

Consento il trattamento dati Legge n. 196/03.*

Dr.ssa Chiara Gusmani

Dr.ssa Chiara Gusmani

Via Perugia, 10 - 20100 MILANO (Milano)

Cel: 3479031423

Via Massena, 3 - MILANO (Milano)

Cel: 347 9031423

Consento il trattamento dati Legge n. 196/03.*

Dr. Ezio Vittorio Rebattini

Dr. Ezio Vittorio Rebattini

Via Felice Casati, 42 - 20124 MILANO (Milano)

Cel: 348 7624733

Consento il trattamento dati Legge n. 196/03.*

Le 4 fasi dell'elaborazione del lutto

Si riconoscono essenzialmente quattro fasi per l'elaborazione del lutto che variano per intensità e per durata in base alle caratteristiche soggettive e non sono in statica successione:



  • negazione: rappresenta un meccanismo inconscio di difesa, durante il quale non c'è una reale consapevolezza della perdita e si ha l'illusione che la persona cara sia ancora presente; questa modalità di reagire deriva dall'esigenza inconscia di allontanarsi temporaneamente dalla sofferenza e di avere la possibilità di riorganizzare le proprie risorse psicologiche
  • disperazione: costituisce il momento della massima sofferenza, l'acme del dolore della perdita; questa fase è dominata dal senso d'impotenza e nessun aspetto della vita riesce a destare interesse e partecipazione
  • rabbia: è il momento in cui si acquisisce la piena consapevolezza della perdita e si avverte tutta la sofferenza che si accompagna. La coscienza del lutto provoca una reazione di rabbia verso l'agente ritenuto "responsabile" (generalmente il medico o altri, ma anche, spesso, la rabbia può essere rivolta contro il destino). Rappresenta la fase più critica, dove l' individuo necessita maggiormente di aiuto in quanto può determinarsi una chiusura relazionale
  • accettazione: è l'ultima fase dell'elaborazione del lutto, dove finalmente si riscontra l'accettazione dell'evento e subentra la rassegnazione. Quest'ultimo passaggio ha una valenza importante in quanto rappresenta il momento in cui è possibile il ritorno a una vita normale.

Link ai siti consigliati

www.psicologi-brescia.it
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www.laschizofrenia.it
Il portale tematico dedicato al disturbo psichico più conosciuto, la schizofrenia.

Sezione Domande - Risposte

Ho un bambino di 9 anni che mi sta facendo impazzire, non mi ascolta, non vuole lavarsi, vuole dormire nel mio letto altrimenti resta sveglio tutta la notte. Non sappiamo più che tattica utilizzare.

E’ fondamentale cominciare sin dalla prima infanzia dare ai propri figli alcune semplici regole che riguardano l’organizzazione della loro vita. Se questo lavoro educativo non viene fatto ci si ritrova letteralmente schiavi del proprio bambino.

Il mio consiglio è quello di decidere insieme al papà delle regole, ed è importante che siate uniti. Comunicate e spiegate il perché delle vostre regole al bambino e fatevi rispettare non cedendo ai capricci.

E’ normale che il bambino all’inizio non prenderà bene l’introduzione della nuova regola e la osteggerà.

Altro punto fermo: i capricci sono un modo di comunicare sbagliato dei bambini, il bambino comincia a piangere o ad arrabbiarsi perché sa che così ottiene ciò che vuole. Per spezzare questo meccanismo bisogna insegnare al bambino a comunicare parlando, facendogli capire che se fa i capricci non gli si darà attenzione e non otterrà quello che vuole.

E’ importante non cedere quando il bambino cerca di ottenere ciò che vuole attraverso il pianto o attraverso le reazioni di rabbia, altrimenti si rinforza il comportamento sbagliato e la convinzione che portando mamma e papà allo sfinimento si ottiene ciò che si vuole.

Capisco che spesso due persone adulte, la sera dopo una giornata di lavoro non abbiano voglia di sentire il pianto del bambino e che magari si decida di accontentarlo per quieto vivere, ma si corre poi il rischio di ritrovarsi a non decidere più niente e ad essere in balia degli umori del proprio figlio. Certi sacrifici sono investimenti per il futuro.

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